Login Form

Contatore

Abbiamo 15 visitatori e nessun utente online

226° recensione: Amore e Tango

Valutazione attuale:  / 2

SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Anna Rosa

 

 

AUTORE:   Maria Calzolari

TITOLO: Amore…..a passo di tango

EDITORE: Pendragon

COSTO: Euro 13

TEMA TRATTATO: romanzo d’ amicizia, amore, passione per il tango nella vita di due ragazze dei nostri giorni.

GIUDIZIO SINTETICO: Uno spaccato di vita tardo adolescenziale di due amiche “per la pelle” che vivono intensamente una fase importante della loro giovane esistenza: l’amore, con le sue passioni, i suoi dolori, la sua magia, ciascuna a suo modo, secondo la sua personale sensibilità. Irrompe nella loro esistenza, a sparigliare le carte, il tango non solo come passione per il ballo, ma anche come risposta al bisogno di esprimersi pienamente.

L’autrice, giovane bolognese che pratica il tango ormai da anni, “scrive come balla”, esprimendosi con proprietà ed eleganza dei termini, fraseggio fluido, ottimamente in grado di trasmettere quelle emozioni che avvolgono il lettore mentre, appassionatamente, scorre le righe trovando sempre qualcosa di sé.  Mai banale, profondo, affronta i temi della vita che da sempre ambasciano l’essere umano, ma senza trasudare eccessiva tristezza, anzi facendoli apparire ironicamente dolci.

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

La storia con Juan è iniziata così. Una passione durata appena il tempo di rendermi conto di quanto fosse intensa e inchiodante. Viscerale, irrazionale, impulsiva, carnale. 

Il volto di Sara si fa serio e teso. <<Non distorcere il ricordo idealizzandolo, solo perché ora è più lontano e fa meno male>>………….Le sue parole sembrano scuotere la mia anima………Sara non mi compatisce  e asseconda: mi capisce, mi scuote, e sento che questa è amicizia.

Michi continua a guardarmi e, non so perché, il suo sguardo mi mette in difficoltà.  E’ come se mi scavasse dentro.

….”Ballando….non passa tutto, ballando… si sente tutto”………Ora a distanza di tempo, capisco.  A volte il tango sembra una sorta di campo di battaglia dove emergono i conflitti relazionali irrisolti. ………..Un dialogo libero, ininterrotto….tra due corpi, fatto di proposta e accoglimento reciproco, in un flusso continuo di ascolto… questa è l’essenza del tango.

 

225° recensione: Il dramma dei lager nazisti

Valutazione attuale:  / 1

SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Georges Hyvernaud 

TITOLO: La pelle e le ossa

EDITORE: Piemme Edizioni

COSTO: 9,30 

TEMA TRATTATO: flash di ricordi tragici di vita vissuta in un campo di prigionia nazista che si introducono nella vita quotidiana del dopo guerra. Una vista diversa, quella del prigioniero di guerra, sull’abominio dei lager nazisti.

GIUDIZIO SINTETICO: la durezza delle cose raccontate risulta ancora più forte nel confronto con la vita prima e dopo la guerra. Uno status di prigionia raccontato come indicibile momento di sporcizia, una sporcizia che si diffonde e divora tutto: la sporcizia del corpo, la sporcizia del cibo, la sporcizia dell’ambiente, la sporcizia dell’anima. Lo sporco, l’immondo diventano il simbolo tragico e concreto di quell’esperienza, che segna l’uomo nella sua essenza materiale di “pelle e ossa”. Resta alla fine un po’ ostico e pesante. 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno, senza avere prima fatto la nostra parte dentro di noi. E’ l’unica lezione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi e non altrove.

La vita è un liquido viscido, unto. E’ vaselina. 

Ma sono i cessi l’emblema della nostra condizione. Non le cimici. I cessi sono più significativi. Riescono persino a darle quel non so che, una specie di sordido umorismo. (… omissis …) Uguaglianza nella merda.

Si legge solo per leggere. Per intontirsi, per dimenticare, per sbarazzarsi di sé e perdersi nel monotono incantesimo dei segni.

La povertà non è privazione. La povertà è il non poter essere soli. Un povero non ha diritto alla solitudine.

Ci hanno mescolati e confusi. Ci hanno assegnato identità arbitrarie: il 998, il 1222. Un numero su un ammasso di budella, ecco quello che ci resta di reale. E un pugno di ricordi che si sta cancellando.

La storia degli storici non ha odore.

Ma nessuno legge i nomi sulle croci. E non c’è neppure una croce. Non c’è nulla.  

223° recensione: Note di luna piena

Valutazione attuale:  / 10

 

SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Marina

 

 

AUTORE: Giuliana Paleotti 

TITOLO: Note di luna piena (frammenti di mutevoli emozioni)

EDITORE: Rupe mutevole Edizioni

COSTO: 10,00 euro

 

TEMA TRATTATO:  Poesie dell’anima, ovvero un viaggio alla scoperta di sé.

GIUDIZIO SINTETICO: Liriche come soffici nubi che ondeggiano al vento della passione di scrivere; sono pensieri che rivelano tutta la capacità dell’autrice nel descrivere i sentimenti dell’anima. Sicuramente è un bell’insieme di pensieri musicali e pieni di sensazioni differenti e nello stesso momento  simili dove il positivo e il negativo s’intrecciano nelle descrizioni della natura come: le nuvole in cielo, il sole, il mare, pezzetti di luna e di stelle, luci e ombre che ,  esprimono emozioni differenti che però arricchiscono di sensazioni il lettore.

Leggere questo libro è come immergersi in un mare fatto di parole e di sogni che riflettono i sentimenti della scrittrice e ti avvolgono in un incanto.

 

 ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

 

Si può far finta di non sentire, ma è mentire solo a se stessi…e alla fine sarebbe come non aver vissuto a pieno la nostra essenza.

Gioco di partenze e di ritorni  che si susseguono all’infinito , ogni istante può essere unico, attimi come magiche gocce fluttuano nell’aria, leggere indugiano un attimo…si espandono formando dorati arabeschi, essenze di luce di pareti ambrate dell’anima, emozioni corali spingono tutti gli attimi persi verso un unico momento rispolverando magicamente il ricordo dell’unicità di ogni singolo istante veramente vissuto.

Il deserto davanti a me diventi un fazzoletto di Paradiso e mi regali l’invisibile oltre la nebbia del dubbio, oltre il freddo della paura, oltre il buio del dolore…

Tutto è racchiuso in un pugno di nulla, spolverato da magica polvere di luna quando si accende di eterno sono attimi di Paradiso.

Non si può raccontare tutta l’immensità dell’anima, non si può racchiudere l’infinito in una parentesi.

224° recensione: una tragica storia d'amore in stile old-fashioned - JEZABEL

Valutazione attuale:  / 1

SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Loretta

 

 

AUTORE: Irène Nemirovsky

TITOLO: JEZABEL

EDITORE: Gli Adelphi

COSTO:  euro 10

 

TEMA TRATTATO: Lo stile old-fashioned, di questa tragica storia d'amore espone delle emozioni e lo fa sentire come un vecchio film fuori di data, ma pieno di valore e di curiosità. Un racconto di una donna sotto processo per avere ucciso il suo giovane amante poco più che ventenne.

Gladys Eysenach è una bella donna la cui vita è stata dominata dal suo aspetto. Il suo compito più grande, come lei invecchia, è quello di trattenere quella bellezza, fino a elaborare regimi nel trattamento della pelle e delizie di attrarre gli uomini ai quali lei non ha mai alcuna intenzione di amare. Lei è una vamp, una femme fatale e pericolosamente egoista, ma anche vulnerabile e solitaria. Si ripercorre quindi la storia di questa donna che riuscirà a superare matrimoni, il lutto della morte della figlia ma che non ce la farà ad accettare il dramma più grande: invecchiare.

GIUDIZIO SINTETICO: L’autrice “Irène Nemirovsky” capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre e che per questo è arrivata a uccidere. 

ALCUNE CURIOSITA’ :  Questo libro viene classificato come letteratura russa. Un tema molto attuale quello che Irène Nemirovsky trattava nel lontano 1936, l’autrice delinea la figura di una donna cui attribuisce non pochi tratti della propria madre. Nel 1942 la Nemirovsky, ebrea convertita al cattolicesimo, fu internata ad Auschwitz, dove venne uccisa. Le sue figlie, Denise e Elizabeth, si salvarono in un convento. Alla fine della guerra, cercarono rifugio presso la madre di Irene, che a Nizza aveva trascorso in tutto confort quei terribili anni. Ma la nonna si rifiutò di aprire la porta indirizzandole a gran voce all’orfanotrofio.

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

Carmen Gonzales era una donna anziana, bassa e tozza, con il volto duro e l’aria imbronciata viveva in tre piccole stanze in cui aleggiava un odore di erbe e di canfora, e che dalla mattina alla sera erano affollate di donne con il volto coperto dalle velette che aspettavano il loro turno e facevano finta di non conoscersi. Le sue mani agili e grasse, in cui gli anelli affondavano nella pelle, sapevano dare nuova forma a tutti quei volti sciupati, plasmarli, cancellarne le rughe e scolpire una maschera illusoria con brandelli di carne sfiorita.

Aveva un volto glabro, squadrato, severo, una testa grande e virile, occhi privi di dolcezza. C’era sui suoi lineamenti quell’espressione di quasi disumana volontà, di autocontrollo che non si trova più sulle facce degli inglesi, ma solo su quelle degli stranieri che li imitano.

20° libro recensito - La solitudine umana tra genio e malattia

Valutazione attuale:  / 2

SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

La solitudine dei numeri primi

(a cura di Anna Rosa)

AUTORE: Paolo Giordana

TITOLO: La solitudine dei numeri primi

EDITORE: Mondatori

COSTO: 18,00 euro

 

TEMA TRATTATO: romanzo che racconta, dall’infanzia alla maturità, la storia di due amici, Alice e Mattia, che hanno alle spalle due vicende drammatiche che hanno segnato la loro infanzia e condizionato le loro rispettive personalità. Due persone in assoluta posizione difensiva nei confronti della vita e dei rapporti sia con i familiari, sia con il cerchio delle relazioni del contesto in cui vivono, ma che, con alterne vicende, si attraggono, si respingono pur nella consapevolezza di essere quasi fatti l’uno per l’altro.

 

GIUDIZIO SINTETICO: il libro affronta il tema del senso di solitudine che alcune persone provano, anzi cercano, nei confronti del mondo che li circonda. Scritto in modo fluido e sincero, nulla nasconde sia della sofferenza, sia dei quasi impalpabili attimi di felicità vissuti dai protagonisti, assieme o separatamente.

Lettura appassionante, serena pur nella sua sincerità, capace di rappresentare efficacemente la situazione ed altrettanto abile ed efficace nei dialoghi.

  

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

 Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire, su sbrigati. (frase d’inizio del libro)

 

L’immagine di Michela che con un ramoscello giocava a scomporre il proprio riflesso nell’acqua e poi ci scivolava dentro come un sacco di patate attraversò la testa di Mattia con la violenza di una scarica elettrica…….omissis     Aspettava che da un momento all’altro Michela affiorasse alla superficie e nel frattempo si chiedeva perché certe cose stanno a galla e certe altre invece no.

 

Furono gli altri ad accorgersi per primi di quello che Alice e Mattia avrebbero capito solo molti anni più avanti. Entrarono nella stanza tenendosi per mano: Non sorridevano e i loro sguardi seguivano traiettorie divergenti, ma era come se i loro corpi fluissero con continuità l’uno nell’altro, attraverso le braccia e le dita a contatto.

 

Si erano costruiti un’amicizia difettosa e asimmetrica, fatta di lunghe assenze e di molto silenzio, uno spazio vuoto e pulito in cui entrambi potevano tornare a respirare, quando le pareti della scuola si facevano troppo vicine per ignorare il senso di soffocamento.

Pensava che con le foto era lo stesso, che ora lei catturava il tempo e lo inchiodava sulla celluloide, cogliendolo a metà del suo salto verso l’istante successivo.

 

Alice sorseggiava il vino bianco che lui le aveva versato e l’alcol produceva delle piccole esplosioni nel suo stomaco, vuoto da almeno venti ore. Il calore si diramava nelle arterie, poi saliva lentamente fino alla testa e sciacquava via il pensiero di Mattia, come il mare di sera quando si riprende la spiaggia.

 

Succedeva nei film e succedeva nella realtà, tutti i giorni. La gente si prendeva quello che voleva, si aggrappava alle coincidenze, quelle poche, e ci tirava su un’esistenza.

 

Chi siamo

Chi siamo?

Semplicemente degli amanti della lettura e della conoscenza! Pensiamo che leggere non rappresenti solo un modo per utilizzare piacevolmente il tempo a disposizione ma anche, e soprattutto, un modo per crescere, fare amicizia, conoscere se stessi, vivere bene con gli altri.

Per questo motivo crediamo che far circolare le emozioni che ogni lettore vive leggendo un libro rappresenti il modo migliore per diffondere cultura, amicizia e, alla fine dei conti, benessere.

E leggere diventa stile di vita!

Contatore visite

Oggi33
Ieri55
Settimana354
Mese898
Tutti64949

Statistiche

Utenti
1886
Articoli
407
Web Links
1
Visite agli articoli
218487