224° recensione: una tragica storia d'amore in stile old-fashioned - JEZABEL

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Domenica, 24 Marzo 2013 09:07
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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Loretta

 

 

AUTORE: Irène Nemirovsky

TITOLO: JEZABEL

EDITORE: Gli Adelphi

COSTO:  euro 10

 

TEMA TRATTATO: Lo stile old-fashioned, di questa tragica storia d'amore espone delle emozioni e lo fa sentire come un vecchio film fuori di data, ma pieno di valore e di curiosità. Un racconto di una donna sotto processo per avere ucciso il suo giovane amante poco più che ventenne.

Gladys Eysenach è una bella donna la cui vita è stata dominata dal suo aspetto. Il suo compito più grande, come lei invecchia, è quello di trattenere quella bellezza, fino a elaborare regimi nel trattamento della pelle e delizie di attrarre gli uomini ai quali lei non ha mai alcuna intenzione di amare. Lei è una vamp, una femme fatale e pericolosamente egoista, ma anche vulnerabile e solitaria. Si ripercorre quindi la storia di questa donna che riuscirà a superare matrimoni, il lutto della morte della figlia ma che non ce la farà ad accettare il dramma più grande: invecchiare.

GIUDIZIO SINTETICO: L’autrice “Irène Nemirovsky” capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre e che per questo è arrivata a uccidere. 

ALCUNE CURIOSITA’ :  Questo libro viene classificato come letteratura russa. Un tema molto attuale quello che Irène Nemirovsky trattava nel lontano 1936, l’autrice delinea la figura di una donna cui attribuisce non pochi tratti della propria madre. Nel 1942 la Nemirovsky, ebrea convertita al cattolicesimo, fu internata ad Auschwitz, dove venne uccisa. Le sue figlie, Denise e Elizabeth, si salvarono in un convento. Alla fine della guerra, cercarono rifugio presso la madre di Irene, che a Nizza aveva trascorso in tutto confort quei terribili anni. Ma la nonna si rifiutò di aprire la porta indirizzandole a gran voce all’orfanotrofio.

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

Carmen Gonzales era una donna anziana, bassa e tozza, con il volto duro e l’aria imbronciata viveva in tre piccole stanze in cui aleggiava un odore di erbe e di canfora, e che dalla mattina alla sera erano affollate di donne con il volto coperto dalle velette che aspettavano il loro turno e facevano finta di non conoscersi. Le sue mani agili e grasse, in cui gli anelli affondavano nella pelle, sapevano dare nuova forma a tutti quei volti sciupati, plasmarli, cancellarne le rughe e scolpire una maschera illusoria con brandelli di carne sfiorita.

Aveva un volto glabro, squadrato, severo, una testa grande e virile, occhi privi di dolcezza. C’era sui suoi lineamenti quell’espressione di quasi disumana volontà, di autocontrollo che non si trova più sulle facce degli inglesi, ma solo su quelle degli stranieri che li imitano.