19° recensione libro: Un libro sulla morte, un libro sulla vita

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Mercoledì, 27 Maggio 2009 11:44
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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

(recensione a cura di Paolo)

 

AUTORE: Tiziano Terzani e Folco Terzani

TITOLO: La fine è il mio inizio 

EDITORE: Longanesi 

COSTO:  non conosciuto

 

TEMA TRATTATO: Il resoconto di una vita attiva, piena di spirito di curiosità e di voglia della scoperta. L’interesse al racconto della vita. Il tutto nel solco di un racconto fatto al termine della vita per accettare e “vivere” al meglio la morte. 

GIUDIZIO SINTETICO: E’ un libro che dà molte suggestioni pur assumendo spesso una valenza intimista da diario personale che finisce nella quotidianità della vita. Rappresenta un sommario delle vicende personali a lettura del mondo attuale e delle sue contraddizioni. Fornisce una lettura personale dell’umanità e del suo sviluppo. Condanna la modernità e la scienza come strumenti di inaridimento dell’umanità. Dà uno sguardo alla ricchezza della vita vissuta nella spiritualità della consapevolezza che l’unica vera crescita e l’unico vero sviluppo dell’umanità sta nel cambiamento del singolo e nel riconoscimento delle sue straordinarie potenzialità.

Un libro da leggere in un ambiente tranquillo per passare qualche ora (sono quasi 470 pagine). A volte diventa troppo diario e quindi può annoiare. Gli ultimi capitoli sono molto belli (Gandhi;La bomba;Upar,Upar; Per i giovani, Addio, Cucù – il più bello per me da leggere con attenzione). 

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE 

Vedi, questa di morire è una cosa che vorrei evitare Mi piace molto di più l’espressione indiana lasciare il corpo. Infatti il mio sogno è di scomparire come se non esistesse questo momento del distacco. L’ultimo atto della vita, che è quello che si chiama morte, non mi preoccupa perché mi ci sono preparato. Ci ho pensato.

 

… omissis … è la mia vecchia teoria: se diventi un esperto di formiche capisci il mondo. Se ti dedichi con compassione, con amore, con tanto culo-sulla-seggiola a qualsiasi soggetto, arrivi a capire il mondo. Non occorre citare William Blake, “Vedere il mondo in un granello di sabbia e l’eternità in un’ora”

 

Io ho avuto la grande fortuna in tutta questa mia vita giornalistica che ho sentito la Storia, la Storia con la “S” maiuscola. Arrivavo in un posto, in una situazione, e mi rendevo conto se quella situazione era eccezionale o se era invece un pezzo di cronaca.

 

L’Islam fondamentalista ha preso il posto del marxismo-leninismo. Prima chi voleva combattere per un mondo diverso o, a loro modo, per un mondo migliore, contro il capitalismo occidentale, ricorreva al marxismo-leninismo perché era l’arma del tempo.  … omissis … Era l’arma ideologica che dava disciplina, che dava una struttura di riferimento. Quando quest’arma è scaduta ne è nata una nuova. Se non capisci questo non capisci nulla, non capisci Al Qaeda.

 

Bisogna capire, vedi, quando ti dicono che questi dittatori sono folli che non è mai vero. Hitler non era pazzo, Mao non era pazzo. Pol Pot non era pazzo, c’era una grande logica in quello che lui faceva e bisogna capirla se si vuol capire cosa è stato questo fenomeno. Pol Pot costruiva l’uomo nuovo. … omissis … Pol Pot fa distruggere anche tutte le pentole, perché pentola vuol dire famiglia, vuol dire un gruppo che si riunisce segretamente e bisbiglia. (ndr ogni dittatore ha un progetto che costa la vita a molte persone, ma non si può dire che è matto).

 

… omissis … la vita non si ferma. Tu puoi buttare il napalm, il sale, ammazzare tutti. Per un po’ non vedi niente. Poi – paff! Spunta una piantina, si apre un mercatino, due fanno l’amore e la vita ritorna con questa sua avidità di vivere!

 

… omissis … lo scappare è stata la mia natura. Proprio, se tu mi chiedi chi io mi sono sentito: sempre un evaso. Uno che scappa, C’era questa voglia di scappare sempre, sempre, sempre. Scappare da dove mi si teneva sotto controllo

 

Io sto benissimo. Sono in uno stato d’animo meraviglioso. Tutto quello che vedo, aspettando la mia fine, chiude il cerchio. Sai, c’era un famoso maestro zen e a un certo punto nella sua vita qualcuno gli chiede “Qual è il senso di tutto questo?” Allora lui prende un pennello cinese, lo tuffa nell’inchiostro e fa un cerchio. Questo è anche il mio sogno. E’ bello, no? Chiudere il cerchio.

 

Ricordati quello che ti dico: il primo passo di ogni guerra è la disumanizzazione del nemico. Il nemico non è un uomo come te, quindi non ha gli stessi diritti.

 

Senza i libri molti viaggi non mi sarebbero nemmeno venuti in mente. … omissis … Diciamoci la verità, le guide turistiche sono senza anima, sono fatte per saccopelisti che cercano la locanda dove si spende una rupia di meno. Non dicono niente, anche se ti fanno il raccontino della storia. Invece ci sono stati, nel passato, viaggiatori straordinari. E io h sempre viaggiato con loro. I libri erano i miei migliori compagni di viaggio. Stavano zitti quando volevo che stessero zitti, mi parlavano quando avevo bisogno che mi parlassero. Un compagno di viaggio invece è difficile perché impone la sua presenza. Le sue esigenze. Un libro no, tace. Ma è pieno di tante belle cose.

 

… omissis … bisogna conoscere per poter trovare.

 

I libri. Sono stati i miei grandi amici, perché non c’è di meglio che viaggiare con qualcuno che ha fatto già la stessa strada, che ti racconta com’era per poter paragonare, per sentire un odore che non c’è più, o che c’è ancora.  

 

Non c’è cosa che colpisca di più del linguaggio della verità.

 

… omissis … tutte le rivoluzioni finiscono per incarognirsi così come tutte le religioni finiscono per istituzionalizzarsi, per irrigidirsi nelle loro abitudini e proteggere se stesse invece di andare avanti, di inventare vie nuove … omissis