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285° recensione: Perseveranza

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

AUTORE: Salvatore Natoli

TITOLO: Perseveranza

EDITORE: Il Mulino

COSTO: 12,00 euro

 

TEMA TRATTATO: riflessioni su una della virtù cardinali che, oggi, è sempre meno riconosciuta ed espressa: la perseveranza. Eppure, proprio oggi, ci sarebbe un bisogno estremo di questa caratteristica dell’uomo. Nel perseverare si costruisce, si fortifica la speranza che è poi la base per mantenere quell’energia e quella passione per raggiungere i nostri obiettivi. Di converso si vede sempre più accidia, noia, disinteresse nella convinzione che tutto debba e possa girare attorno a noi. 

GIUDIZIO SINTETICO: come sempre Natoli dimostra cultura, conoscenza, acume e concretezza nelle sue riflessioni. Coglie uno dei mali moderni, quello dell’assenza della perseveranza, come elemento alla base della crisi socioeconomica di questi tempi. L’assenza di perseveranza per l’autore sarebbe alla base di come viene vissuto e letto (in modo pericoloso) il lavoro oggi sistematicamente associato al solo profitto economico e finalizzato a se stessi. In realtà il lavoro dovrebbe essere vissuto con un più forte e sincero senso di servizio, perché solo in questo modo, nel favorire il bene degli altri, il lavoro assume un senso, cresce, si fortifica e ci appaga della fatica spesa. Buon libro che aiuta a pensare e riflettere.

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE 

 

La vita vuole sempre se stessa e perciò si spinge illimitatamente oltre sé e reclama per sé il futuro: lo sperare non è che questo.

La speranza è la metamorfosi cosciente di una spinta originaria che la precede: la voglia di vivere.

(… omissis …) sperare è un sentire, perseverare è un agire e come tale è virtù.

Se non c’è governo di sé non c’è norma che tenga e così a fronte di un cattivo esercizio della libertà, assistiamo a una crescente giuridicizzazione della vita.

(… omissis …) ogni vivente non è autosufficiente, ma vive in relazione e di relazioni.

Perseverare è uno dei modi in cui gli uomini sanno fronteggiare le difficoltà, ma soprattutto sanno assorbire le delusioni e quindi proseguire lungo la strada che alla luce del giudizio e della prudenza ritengono giusta.

(… omissis ...) l’accidia - che vi sia un Dio o meno - è un’autoprivazione della gioia. Per converso l’apertura al mondo e agli altri - la si chiami o meno carità - è una condizione imprescindibile per la felicità.

Accidia e perseveranza sono (… omissis …) caratterizzate ambedue dalla durata, dallo svolgersi dell’io nel tempo. Ma, mentre nella prima il soggetto langue in stati depressivi o indugia e prende tempo in atteggiamenti parassitari, la perseveranza conquista il tempo, lo mette a frutto, lo rende fecondo.

La perseveranza è sottesa a ogni virtù perché in qualsiasi ambito si operi si mancherebbe il risultato se si mollasse la presa.

(… omissis …) il laboratorio della speranza è la perseveranza perché è impossibile sperare in un mondo migliore senza che si lavori per esso.

 

 

Chi siamo

Chi siamo?

Semplicemente degli amanti della lettura e della conoscenza! Pensiamo che leggere non rappresenti solo un modo per utilizzare piacevolmente il tempo a disposizione ma anche, e soprattutto, un modo per crescere, fare amicizia, conoscere se stessi, vivere bene con gli altri.

Per questo motivo crediamo che far circolare le emozioni che ogni lettore vive leggendo un libro rappresenti il modo migliore per diffondere cultura, amicizia e, alla fine dei conti, benessere.

E leggere diventa stile di vita!

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