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364° recensione: le leggi che ci imprigionano

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Luciano Forlani  

TITOLO: Prigionieri delle leggi

EDITORE: Paolo Emilio Persiani

COSTO: 14,90 euro

 

TEMA TRATTATO: il senso che hanno le leggi nella nostra comunità/civiltà ed il ruolo che dovrebbero avere per la crescita civile e dell’intera società, quali principi condivisi. Ad oggi un’utopia, ma questo sarebbe un bel futuro fatto di partecipazione, di condivisione, di solidarietà e basato non su quello che è proibito fare ma su ciò che è considerato da tutti il “Bene”.

 

GIUDIZIO SINTETICO: uno scritto pieno di riflessioni e considerazioni, a volte ripetitivo, ma certamente sentito, vissuto. Costruito sulla base di una profonda visione cristiana, risulta comunque aperto al confronto e pieno di suggestioni nate dall’osservare la storia dell’umanità e del suo “Pensiero”. Anche un’interessante modalità di rivedere il valore della scienza e della religione nella nostra civiltà.

 

ALCUNE FRASI SUGGESTIVE

 

“La Giustizia senza forza è impotente, la forza senza Giustizia è tirannia” (Blaise Pascal)

Sarebbe ora di pensare a vivere senza le leggi, che non significa anarchia, ma vivere in pace su una base di principi e del buon senso che li rende attivi.

La fiducia nella scienza, intesa come la forza che risolverà tutto, è proprio mal riposta. La scienza è un mezzo, potente, ma non deus ex machina. La scienza sola non è futuro.

 

363° recensione: teoria dei numeri ed evoluzione della matematica

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Andrew Wiles

TITOLO: La teoria dei numeri. L’evoluzione della matematica dall’antichità a oggi

EDITORE: La Repubblica

COSTO: 0,50

 

TEMA TRATTATO: la storia della matematica descritta e raccontata da matematici e fisici. Ed al suo centro un piccolo saggio del matematico vivente più famoso del mondo.

GIUDIZIO SINTETICO: testo che affascina ma che subito diventa mistero e complessità; eppure la matematica vorrebbe essere lo strumento più valido per dimostrare l’apparente complessità che governa il mondo reale. Così ritrovi formule, affermazioni, riflessioni che ti affascinano e poi ti spiazzano nel loro linguaggio ermetico. Poi la scopri bella, di una bellezza “eterna perché fa parte della struttura stessa della ragione e della natura”.

 

ALCUNE  FRASI  SUGGESTIVE

 

La matematica fa parte della ragione stessa. Ha per questo un’intrinseca bellezza, diversa da quella fugace delle opere d’arte, che è tanto più preziosa per la sua caducità. E’ quel genere di bellezza permanente, quasi fredda, che è eterna, perché fa parte della struttura stessa della ragione e della natura.

Dio creò i numeri naturali e tutto il resto è opera dell’uomo” (Leopold Kronecker)

La matematica è un complesso amalgama di invenzioni e scoperte. In genere i concetti sono inventati, e sebbene le relazioni corrette tra di essi esistano da prima che le si scopra, noi scegliamo quali studiare.

 

 

361° recensione: essere felici con poco

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Maria Chiara Giorda - Sara Hejazi

TITOLO: La felicità del meno

EDITORE: Sperling & Kupfer

COSTO: 16,00

 

TEMA TRATTATO: un saggio che, dallo studio della vita monastica, vuole indicare una strada verso la felicità. Una felicità descritta in modo diverso da quello che il nostro mondo moderno fa balenare in ciascuno di noi, una felicità del meno e non dell’avere, una felicità di armonia tra corpo e mente, tra individuo e comunità; una felicità che è nel senso della vita. 

GIUDIZIO SINTETICO: piacevole da leggere, suggerisce un modo diverso di vivere la quotidianità e di dare un senso al nostro vivere. Arricchito da storie e racconti di vita monastica e di parabole, fa venire la voglia di approfondire il tema consigliando una breve bibliografia. E riguardi il tuo essere in modo diverso.

 

ALCUNE  FRASI  SUGGESTIVE

 

A volte proprio nel momento in cui ci fermiamo un istante e cerchiamo di entrare in contatto con noi stessi comprendiamo come le nostre fragilità possano diventare un punto di forza. Perché ci aiutano a crescere e a cambiare. Perché ci rivelano qualcosa di noi che per tanto tempo, a torto, abbiamo fatto di tutto per ignorare.

Beati loro, dunque, che credono, perché noi uomini e donne laici facciamo i salti mortali per attribuire un significato alle nostre azioni.

(… omissis …) in realtà la vita è molto più semplice di quello che ci figuriamo; più simile alla pittura o alla musica, essa non ho per forza un senso trascendentale, fuorché il fatto di essere un’arte.

“I due più grandi doni che il Cielo possa fare a un’anima: silenzio e solitudine” (Marcel Jouhandeau da “Il Mondo”)

E il silenzio da subito apparve come lo strumento privilegiato per unire il sacro al profano, l’uomo a Dio, il caos all’armonia.

“chi non tace non può ascoltare e chi è pieno di parole sue non può ascoltare un altro, cioè accoglierlo nel proprio cuore, perché questo è già pieno di sé, ingombro del proprio io”.

Sono la cura e lo sforzo di appropriarsi di uno spazio – esterno o corporeo – armonizzando le parti con il tutto,  a generare la bellezza.

Né le belle parole né il bell’aspetto possono rendere bella una persona invidiosa, avida e falsa. Sradica in te queste erbacce, coltiva la saggezza e la purezza e la tua bellezza risplenderà da sé (Dhammapada, 262-263).

Il bisogno di condividere è un tratto universale dell’essere umano.

Nessun essere umano può formarsi da solo. Nessun essere umano “si fa da sé”.

Cos’è dunque il tempo per i monaci? Non un eterno ritorno, né la prospettiva lineare di miglioramento, e nemmeno la nostalgia di un passato, ma semplicemente l’esistenza stessa nel suo continuo fluire.

Non c’è altra realtà che la realtà presente, per cui, se anche dovessimo vivere per un tempo senza fine, vivere per il futuro significherebbe continuare eternamente a non capire la vita.

Il sole che sorge ti veda sempre con un libro in mano (Evagrio Pontico)

(… omissis …) siamo ciò che pensiamo, quindi dobbiamo pensare di essere felici per esserlo. Tutto dipende da noi, siamo la forza del nostro pensiero.

E’ sempre più difficile ammettere la mancanza di senso in un mondo che, degli oggetti che si possono vendere e acquistare, e da cui si può ricavare profitto, ha fatto la propria raison d’être.

Per essere felici - è vero – bisogna dapprima soddisfare alcune esigenze fisiologiche primarie. Poi occorre sentirsi parte di una comunità, piccolissima o grande che sia. Infine, è necessario che le azioni che compiamo abbiano come motore il bene della comunità, e anche il proprio, in quanto parte di essa.

Non bisogna cercare di essere felici, ma coltivare la felicità con arte e amore.

(… omissis …) l’unica differenza tra felicità e infelicità a parità di condizioni è costituita dalla mancanza o meno di senso dell’agire. (… omissis …) Senza un senso profondo che ci muove, non possiamo essere felici: e - ahimè – l’essere felici in sé non dà senso alle nostre esistenze.

E’ necessario rivoluzionare le prospettive sulla felicità: non è l’acquisizione di beni di prestigio, ma è l’equilibrio tra corpo e mente, tra passato e futuro, tra natura e uomo. E’ armonia: come la musica, un bel dipinto, una danza. Questa è la felicità. Non va cercata, ma praticata e coltivata. Non appartiene a uno, ma è di tutti, altrimenti non può essere di nessuno. Non è slegata dal corpo, ma nemmeno può essere slegata dallo spirito e dalla ricerca di senso.

Le strade monastiche per dare senso alle nostre esistenze:

1)      liberarsi dagli oggetti, dalle cose;

2)      uscire dall’individualismo e cercare la comunità;

3)      apprezzare il silenzio e la solitudine;

4)      dormire di meno e meditare di più;

5)      cogliere il presente e smettere di proiettarsi in avanti ed indietro nel tempo;

6)      lavorare con attenzione e passione;

7)      rinunciare a ciò che ci tormenta se continuiamo a perseguirlo;

8)      rivalutare il senso dell’ospitalità;

9)      smettere di pensare a come essere felici, a quanto siamo felici e a come saremmo felici se….;

10)  praticare e coltivare la felicità, non cercarla.

 

362° recensione: a tavola con ironia

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Davide Dalfiume

TITOLO: Eroi a tavola

EDITORE: La Mandragora

COSTO: 8,00

 

TEMA TRATTATO: aneddoti culinari, strafalcioni dei clienti e dei ristoratori in corso di ordinazione, riflessioni comiche e ironiche sulla vita di osteria con il punto di vista dell’avventore e del gestore. Ed ogni tanto pensieri che sembrano superficiali ma che sono profondi e veri più di tanti altri scritti.

GIUDIZIO SINTETICO: tra le tante battute emerge stile, quello di un comico che fa della semplicità, dell’ingenuità, dell’ovvio la sua scenografia. Libro che fra storielle, freddure e battute fila liscio tra le mani e gli occhi del lettore offrendo qualche momento di piacevole relax. Nel cibo, nel suo scorrere tra le nostre mani e le nostre bocche raccoglie le ansie, le smanie, le abitudini, la cultura dell’italiano medio che sia cliente o ristoratore.

 

ALCUNE  FRASI  SUGGESTIVE

Non ci vedo bene sono un po’ prestite.

Ho l’artrite lombarda.

A mangiar troppo vengono le arachidi anali.

Io sono una persona altolocata (riferendosi a sé).

Sono stato a Londra con un Love-Cost.

(… omissis …) alcuni vivono le feste con il cuore, molti  altri con lo stomaco.

C’è chi mangia quando HA FAME e chi mangia quando è ORA. Chi mangia per VIVERE, e chi VIVE per mangiare.

Oste:“Tu di quale categoria fai parte?”

Cliente: “Di tutte e quattro. Basta che si mangi né poco, né troppo e un po’ tutti!”

 

360° recensione: la morte nella moda

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SCHEDA DI RECENSIONE LIBRO

a cura di Paolo

 

AUTORE: Raul Montanari

TITOLO: E’ di moda la morte 

EDITORE: Giulio Perrone Editore

COSTO: 5,00

 

TEMA TRATTATO: racconti di moda, stile, bellezza, apparenza infarciti di morte, quella violenta, quella di passione, interesse, noia, cattiveria. La bellezza diventa allora mistero, dolore, fascino ulteriore.

GIUDIZIO SINTETICO: pennellate interessanti e dissacranti del mondo della moda fatto di modelle, veline, musica, luci psichedeliche, sfavillio, stilisti pazzi o comunque stravaganti. Una moda piena di lati oscuri dove la trasgressione ed il sesso estremo sono la norma, almeno così vorrebbe far credere l’autore. Poi però vedi noia, solitudine, miseria che ritrovi nel mondo della emarginazione, dei poveri, dei relitti dell’umanità. Un libro che si legge d’un fiato e che lascia tanto amaro in bocca.

 

ALCUNE  FRASI  SUGGESTIVE

 

Ecco, a me le modelle sono sempre sembrate fragili, con quelle facce da cadaveri in passerella, come degli insetti, quasi trasparenti.

 

Chi siamo

Chi siamo?

Semplicemente degli amanti della lettura e della conoscenza! Pensiamo che leggere non rappresenti solo un modo per utilizzare piacevolmente il tempo a disposizione ma anche, e soprattutto, un modo per crescere, fare amicizia, conoscere se stessi, vivere bene con gli altri.

Per questo motivo crediamo che far circolare le emozioni che ogni lettore vive leggendo un libro rappresenti il modo migliore per diffondere cultura, amicizia e, alla fine dei conti, benessere.

E leggere diventa stile di vita!

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